FORME VISUALI IN MOVIMENTO. L'ARTE TOSCANA E IL CINEMA


San Giovanni Valdarno, Palazzo d’Arnolfo
Mercoledi 30 maggio  2018, ore 17.00




Presentazione del libro

FORME VISUALI IN MOVIMENTO. 

L'ARTE TOSCANA E IL CINEMA

di Stefano Beccastrini

Saranno presenti, oltre all'autore, il sindaco Maurizio Viligiardi, il docente di cinema Luigi Nepi, la storica dell'arte Maria Giovanna Cutini, l'attrice e regista Enrica Fico vedova Antonioni
Nel corso della serata verrà proiettato il cortometraggio
Lo sguardo di Michelangelo (2004),
ultima, sublime opera di Michelangelo Antonioni


 Il Comune di San Giovanni Valdarno/Biblioteca Comunale Masaccio, con il patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Arezzo, in collaborazione con Valdarno Film Festival, Aska edizioni, la biblio coop di San Giovanni Valdarno e alcune  associazioni del territorio, promuove per mercoledi' 30 maggio alle ore 17 in Palazzo d'Arnolfo un nuovo appuntamento  della  rassegna Le piazze del sapere, con la presentazione del libro:  FORME VISUALI IN MOVIMENTO.  L'ARTE TOSCANA E IL CINEMA, di Stefano Beccastrini.


 Il volume è dedicato ai rapporti tra il cinema e le arti figurative realizzate da artisti toscani (in quanto nati in Toscana o comunque “toscani di adozione”, quali Leon Battista Alberti e Silvestro Lega).





Dal Medioevo a oggi, la Toscana ha contribuito in maniera assai rilevante alla storia dell’arte italiana: dalla rivoluzione giottesca a quella della prospettiva di Brunelleschi, Donatello, Masaccio, da quella macchiaiola al Novecento di Modigliani e di Rosai.

Il libro è suddiviso in due Parti: nella prima, Artisti, l’argomento riguarda le opere cinematografiche che Antonio Costa definisce Biografie; la seconda, Iconologie, tratta delle opere cinematografiche che si ispirano a una delle altre tipologie individuate da Costa, film sulla pittura o documentari d’arte (ossia opere cinematografiche incentrate su un ciclo di affreschi, un pittore, una scuola o uno stile).

Il titolo del libro, Forme visuali in movimento, è un’espressione di Carlo Ludovico Ragghianti che tende a definire la sua idea di cinema, arte visiva e molto legata alla pittura (da cui, del resto, direttamente deriva per il tramite della fotografia). È stato scelto per rendere omaggio a un profondo studioso d’arte che fu anche profondo studioso di cinema, autore di indimenticabili critofilm nonché uomo civilmente impegnato e dirigente della Resistenza in Toscana.  

La rassegna “ Le Piazze del sapere” è promossa dal Comune di San Giovanni Valdarno - Biblioteca Comunale, con il patrocinio della  Provincia di Arezzo e della Regione Toscana,in collaborazione con Unicoop Firenze - Bibliocoop di San Giovanni Valdarno e le Associazioni culturali Conkarma e Pandora nell’ambito della promozione della biblioteca e della lettura.



Ingresso gratuito
Informazioni
Biblioteca Comunale,
Via Alberti, 17 52027 San Giovanni Valdarno
Tel. 055 9126277 e-mail: biblioteca@comunesgv.it

Fondare abitati in età medievale


San Giovanni Valdarno, Palazzo d’Arnolfo
Sabato  7 aprile 2018, ore 17.30


Presentazione degli Atti del Convegno

Fondare abitati in età medievale. 
Successi e fallimenti
Omaggio a Rinaldo Comba

A cura di F. Panero, G. Pinto, P. Pirillo
Firenze, Edifir 2017




Saluti del Sindaco di San Giovanni Valdarno
Maurizio Viligiardi

Presenterà il volume il Prof. Gian Maria Varanini (Università di Verona)

Saranno presenti i proff: Rinaldo Comba (Università di Milano), Giuliano Pinto (Università di Firenze), Paolo Pirillo (Università di Bologna)

Il volume che verrà presentato raccoglie le relazioni tenute alle giornate di studio organizzate dall’Amministrazione comunale sangiovannese presso il Museo delle Terre Nuove, nel palazzo di Arnolfo il 15 e 16 gennaio 2016.
In quella occasione, un cospicuo gruppo di studiosi ebbe modo di confrontarsi sugli esiti positivi o negativi dei progetti di abitati fondati nell’Italia medievale. Se infatti erano noti e studiati i numerosi casi, come quello di San Giovanni, in cui un centro di nuova fondazione ebbe successo rispetto alle aspettative che ne avevano promosso la nascita, prima di questo incontro mancava un quadro complessivo sulle  pianificazioni completamente o parzialmente fallite o sugli abitati concepiti ex novo le cui funzioni si erano trasformate nel giro di pochi anni. I testi contenuti nel volume offrono questa visione d’insieme con delle puntuali sintesi regionali.



La rassegna “ Le Piazze del sapere” è promossa dal Comune di San Giovanni Valdarno - Biblioteca Comunale, con il patrocinio della  Provincia di Arezzo e della Regione Toscana,in collaborazione con Unicoop Firenze - Bibliocoop di San Giovanni Valdarno e le Associazioni culturali Conkarma e Pandora nell’ambito della promozione della biblioteca e della lettura.

Ingresso gratuito

Informazioni
Biblioteca Comunale,
Via Alberti, 17 52027 San Giovanni Valdarno
Tel. 055 9126277 e-mail: biblioteca@comunesgv.it

Incontro con il Prof. Donato Santarone




San Giovanni Valdarno, Palazzo d’Arnolfo
Venerdi 6 aprile 2018, ore 17.30 


LA POESIA AGO DEL MONDO. FORTINI E I POETI ITALIANI DEL '900

Incontro con il Prof. Donato Santarone


Saluti

Maurizio Viligiardi
Sindaco di San Giovanni Valdarno

Introdurranno
Franco Ciocca  e  Stefano Beccastrini

Venerdi 6 aprile alle ore 17,30 in Palazzo d’Arnolfo, nell’ambito della rassegna “Le piazze del sapere” promossa  dal Comune di San Giovanni Valdarno - Biblioteca Comunale, incontro con il Prof. Donato Santarone, professore associato di Didattica Interculturale presso il Dipartimento di Scienze della Formazione dell'Università di Roma Tre, curatore della recente riedizione de
I POETI DEL NOVECENTO di  FRANCO FORTINI,
Nel 1978, Franco Fortini - uno dei maggiori, e più ideologicamente impegnati,   letterati italiani del secolo scorso: insigne poeta, saggista, sceneggiatore, traduttore -  pubblicò, presso Laterza, un volume  antologico dedicato ai "Poeti del Novecento".  Esso divenne ben presto un classico della critica italiana, disegnando un affresco della moderna poesia italiana  di rare acutezza dialettica e profondità esegetica. Da tempo ormai esaurito, oggi, a quarant'anni di distanza, quel testo prezioso è tornato in libreria grazie all'editore Donzelli e alle attente  cure del professor Donato Santarone dell'Università di Roma Tre, uno dei maggiori conoscitori dell'opera di Fortini che ci siano in Europa.


La rassegna “ Le Piazze del sapere” è promossa dal Comune di San Giovanni Valdarno - Biblioteca Comunale, con il patrocinio della  Provincia di Arezzo e della Regione Toscana,in collaborazione con Unicoop Firenze - Bibliocoop di San Giovanni Valdarno e le Associazioni culturali Conkarma e Pandora nell’ambito della promozione della biblioteca e della lettura.

Ingresso gratuito
Informazioni
Biblioteca Comunale,
Via Alberti, 17 52027 San Giovanni Valdarno
Tel. 055 9126277 e-mail: biblioteca@comunesgv.it

PIOTTA live with the band


San Giovanni Valdarno 
Teatro Masaccio Via Borsi 3    
Domenica 31.12.2017  ore 23.30

Piotta
PIOTTA live with the band
Ingresso gratuito


Il Comune di San Giovanni Valdarno/Museo Casa Masaccio e Museo Terre Nuove in qualità di ente capofila e coordinatore delle attività di valorizzazione del progetto del sistema museale 2017  "Sostegno e sviluppo della qualificazione delle attività del sistema museale Valdarno", promuove per Domenica 31.12.2017, ultima notte dell’anno,  alle ore 23.30 presso il Teatro Masaccio di  San Giovanni Valdarno, in collaborazione con la Materiali Sonori e l'Associazione Pro loco, un concerto live dell’artista Piotta e della sua band, con ingresso gratuito.
Il concerto live  sarà preceduto, alle ore 23,  dalla presentazione del lavoro di una giovane artista toscana, Irene Lupi, sviluppato nell'ambito dell’azione denominata “Casa Masaccio: On Air Collection” prevista dal  progetto del sistema museale. Il lavoro dell'artista, si compone della trasformazione in suono di tre opere della collezione di casa masaccio e della narrazione rap di un testo critico che sarà eseguita dal vivo da una crew di giovani rapper del territorio, denominata manticore che aprirà il concerto live del Piotta e della sua band il 31.12.2017 al Teatro Masaccio di San Giovanni Valdarno.
Le attività di cui sopra si inseriscono in una strategia del sistema museale del Valdarno  tesa a promuovere la funzione sociale dei musei come agenti per il cambiamento sociale, la rigenerazione urbana  e il ringiovanimento economico dei territori,  attrarre il "non pubblico” dei musei, composto principalmente da adolescenti e giovani , epitomi del tipico non-visitatore contemporaneo, e a  fidelizzare nuovi pubblici,  facilitando così la ricerca di un dialogo virtuoso e efficace tra museo, comunità e territorio;
Piotta, nome d’arte di Tommaso Zanello è cantante, musicista e produttore affermato sin dagli anni novanta, nella scena alternativa ha realizzato un percorso unico che ha saputo mescolare popolarità e successi di massa senza intaccare la sua credibilità ma anzi smarcandosi ogni volta e facendosi sempre più maturo ed impegnato. Per questo i suoi album, differenti per trasversalità di stili e contenuti, hanno raccolto numerosi successi di vendita e di critica.
Rap, rock e un terzo di elettronica, questi gli ingredienti del Piotta, per narrare i pregi e difetti del nostro paese, tra sarcasmo e vis polemica, racconta i chiaroscuri della cultura italiana, i luoghi comuni, le consuetudini e piccoli grandi retaggi quotidiani che ci riguardano un po’ tutti, nel bene e nel male.
Nelle sue canzoni c'è sempre stato uno sguardo attento sulla città di Roma. Adesso la sua canzone 7 Vizi Capitale, feat  con Il Muro del Canto , è diventata la colonna sonora in tutto il mondo della nuova serie tv  di Netflix "Suburra".

info:
Comune San Giovanni Valdarno 
Museo Casa Masaccio 055 9126283
Museo Terre Nuove 055 9126213
Materiali Sonori 055 9120363
Associazione Proloco, 055 9126286

ART ON FILM 2017 Preview

ART ON FILM 2017 Preview
Venerdi 10 novembre - ore 21.30
Cinema Teatro Masaccio
Via Borsi 3 – San Giovanni Valdarno




Human Flow (2017) Un film di Ai Weiwei

con Boris Cheshirkov, Marin Din Kajdomcaj, Princess Dana Firas of Jordan, Abeer Khalid, Rania Khaleel, Awad Al-Mutamid, Rafik Ismail, Rami Abu Sondos, Haneen Khalid, Amir Khalil.
Genere Documentario durata 140 minuti. Produzione Germania, USA 2017.
Ai Weiwei, 'Human Flow', inarrestabile flusso umano: "La notte provi la loro stessa paura"
L'artista cinese si è messo dietro la macchina da presa per realizzare un doc che racconta migranti e profughi. Un viaggio della speranza attraverso 23 paesi del mondo, dall’Afghanistan alle coste siciliane fino al confine tra Messico e Stati Uniti: "La cosa più difficile è stato incontrare queste persone e poi lasciarle"

Un flusso umano di uomini, donne e bambini, scappati dalla loro casa con poche cose nei sacchetti di plastica, negli zaini, nelle borse per la spesa, i migranti nelle coperte isotermiche, nei giubbotti arancio degli sbarchi, i campi profughi. L’artista cinese Ai Weiwei mette la sua arte e il suo attivismo a servizio della causa dei rifugiati e presenta con  Human Flow, un viaggio attraverso 23 paesi del mondo, dall’Afghanistan alle coste siciliane, dal Kenya all’Iraq, dall’aeroporto di Berlino al confine tra Messico e Stati Uniti. L’attualità si fa arte attraverso immagini che colpiscono per la bellezza e la violenza insieme. Un film  che cerca un pubblico il più vasto possibile, per interrogarsi, per trovare soluzioni, per non abbandonare le oltre 65 milioni di persone (dati UNHCR) che nel mondo sono state costrette a lasciare le proprie case per sfuggire alla carestia, ai cambiamenti climatici, alle guerre.
ingresso 5 euro.

Corso Italia 83, 52027 – San Giovanni Valdarno
Tel. 055 9126283

CLUBBING FOR HEROES.



Sabato 3 giugno2017 ore 17.00
Palazzo d’Arnolfo | Museo delle Terre Nuove

Presentazione del libro

CLUBBING FOR HEROES.
Il ritmo degli anni ottanta.  Fashion e rock’n roll.

di Bruno Casini ( Zona Editrice)

partecipano alla presentazione:


Bruno Casini (Autore)
Maurizio Viligiardi (Sindaco)
Giampiero Bigazzi (Materiali Sonori) 

Firenze anni ottanta.

Il Rinascimento Rock, le generazioni dark, le culture della notte, gli spazi, i clubs, le etichette indipendenti, le radio libere, il cinema underground, i looks, le mode culturali, i concerti, il teatro off, le avanguardie teatrali, i negozi alternativi, i video-bar, le fanzines, i festivals, la new wave, le gallerie off, gli allestimenti spettacolari della notte, le discoteche, il vinile, gli shop musicali, i set fotografici, la letteratura underground, le avventure estetiche, il gay clubbing, le dark room, il nomadismo musicale, il punk, le culture hip hop, il rap, il graffitismo, la break dance, i Cafè Caracas, i Neon, gli Avida. i Pankow, la mitica cantina di via dei Bardi, le case del Popolo in grande fermento, le fotocopie ,Frigidaire, Westuff ,la Mephistofesta, l’Independent Music Meeeting ,i Magazzini Criminali . Un viaggio attraverso luoghi tellurici come il Banana Moon con il nuovo rock italiano, il teatro omosex, il cinema sperimentale, la nuova elettronica  fino alla Rokkoteca Brighton a Settignano dove sono decollati Diaframma e Litfiba. 
E poi il Casablanca inaugurato da Johnson Righeira, ritrovo postmoderno tra jazz internazionale, performances teatrali, blues, rock al femminile, cabaret futuristico e poi il Manila di Campi Bisenzio, impero della moda giovane con sfilate di nuovi stilisti, new wave, feste di Rockstar, happening teatrali, allestimenti tropicali, le feste del Boper, concerti indimenticabili (The Sound,Mark Almond,  Gun Club, John Cale). Il Tenax  con le sue notti degli eroi, le feste del Pitti Trend, i concerti di tanti gruppi internazionali  (Tuxedomoon, Killing Joke). La Gay life a Firenze tra Tabasco , Dildo, Crisco Club e T. o..k.y.o. House.  L’esperienza  della Giachi  a San Giovanni Valdarno e l’etichetta discografica  e la factory di Materiali Sonori. E poi ancora il Paramatta, il Farah Diba, il Salt Peanuts, il Plegyne, la Capitale, il Laster .Tutto raccontato attraverso interviste da Ivan Cattaneo a Johnson Righeira, da Massimo Sestini a Cesare Pergola, da Rodolfo Banchelli a Nicola Vannini, da Samuele Mazza a Larry Bolognesi, da Sandro Tamburi a Adriano Primadei, da Lory J Calamandrei a Jimmy Tranquillo fino ad Ezechiele Cuscinà dei Victrola ,Vincenzo Striano , Pierfrancesco Pacoda e Giampiero Bigazzi. Ed ancora contributi di Alberto Pelò,Giovanni Ballerini e Stefano Fabbri. E poi memorabilia, discografia e bibliografia consigliata. Un decennio irripetibile, un decennio straordinario. Un decennio raccontato e adorato da Pier Vittorio Tondelli nel suo “Weekend postmoderno”.


La rassegna “ Le Piazze del sapere” è promossa dal Comune di San Giovanni Valdarno - Biblioteca Comunale, con il patrocinio della  Provincia di Arezzo e della Regione Toscana, in collaborazione con, Unicoop Firenze - Bibliocoop di San Giovanni Valdarno e le Associazioni culturali Conkarma e Pandora.

Ingresso gratuito
Informazioni
Biblioteca Comunale,
Via Alberti, 17 52027
San Giovanni Valdarno
Tel. 055 9126277

IL CINEMA DI PIPPO DELBONO



IL CINEMA DI PIPPO DELBONO

LA CAMERA NEGLI OCCHI






Pippo Delbono al Premio Marco Melani ( 15 maggio 2017, Cinema Teatro Masaccio) e

retrospettiva a Casa Masaccio centro per l’ arte contemporanea ( dal 13 al 21 maggio 2017)


La città di San Giovanni Valdarno promuove la 11ª/12ª edizione del premio cinematografico  “in memoria” di Marco Melani (San Giovanni Valdarno, 12 aprile 1948 – Roma, 13 aprile 1996).  Con l’istituzione di questo premio il Comune di San Giovanni Valdarno, che ha dato i natali a Marco Melani, vuole ricordare una persona di grande spessore intellettuale che ha svolto la sua opera nell’ambito del cinema  e della televisione italiana.
Il premio a cura  di Enrico Ghezzi, critico cinematografico, scrittore, autore e conduttore televisivo, coordinato dal Comune di San Giovanni Valdarno / Casa Masaccio Centro per l’arte contemporanea in  collaborazione con la Bibliloteca Comunale, sarà consegnato dal Sindaco della città, Maurizio Viligiardi, a Pippo Delbono, autore, attore e  regista.
Stare  dalla parte dei più deboli, dare voce e restituire dignità agli emarginati dalla società, a coloro che sono considerati da questa come gli ultimi. Questo è il filo conduttore di tutta la produzione artistica di Delbono, tanto a teatro come al cinema. Personaggi rimossi, scomodi per la loro stessa esistenza. Paria che non possono far parte dei circoli buoni e per bene, per motivi etnici, fisici, economici o morali.

L’appuntamento con Delbono è quindi per lunedì 15 maggio dalle  ore 17.00 alle ore 24 al Cinema Teatro Masaccio di San Giovanni Valdarno, dove l’artista sarà presente per un incontro/ conversazione con   Enrico Ghezzi e il pubblico. A seguire dalle ore 17.30 le proiezioni dei film  Sangue (2013) e  il cortometraggio La Visite ( 2014). Infine alle ore 21.30, consegna  del Premio Marco Melani  2017 a Pippo Delbono e alle ore 22.00 proiezione del  film Vangelo (2016).
Sempre nell’ambito del Premio Marco Melani 2017 , Casa Masaccio centro per l’ arte contemporanea presenterà nei suoi spazi uno speciale omaggio al cinema di Pippo Del Bono,  e alla sua multiforme personalità di artista, con una  retrospettiva a lui dedicata  dal 13 al 21 maggio 2017.
La retrospettiva, allestita negli spazi di Casa Masaccio dal 13 al 21 maggio 2017, presenta quattro film di Pippo Delbono, tra cui:  “Grido”, opera autobiografica che racconta gli anni drammatici degli abusi subiti e che gli hanno causato una lunga malattia della mente; “Guerra”, film ispirato all’omonimo spettacolo nel quale racconta del suo percorso teatrale e del suo fondamentale sodalizio con il sordomuto Bobò (ex internato del manicomio di Aversa, divenuto uno degli attori principali dei suoi spettacoli).  Continua la retrospettiva con  il film “La paura”, racconto ora drammatico ora grottesco sullo stato del Paese Italia, girato interamente con un cellulare e infine  “Amore Carne” girato anche questo con un cellulare e con una piccola camera full Hd nel quale Delbono segue la sua stessa quotidianità e quella delle persone a lui più care e vicine.
I film: Sangue, La visite, Vangelo saranno in programmazione al Cinema Teatro Masaccio, in occasione della consegna del premio cinematografico Marco Melani a Pippo Delbono, Lunedì 

15 maggio 2017  dalle ore 17.30 alle ore 24.00 - ingresso gratuito.

ore 17.30 - Sangue, (2013) – 92’
Pippo Delbono e Giovanni Senzani, ex leader delle Brigate Rosse recentemente uscito di prigione, decidono insieme di tornare sul loro rapporto con la violenza, con i sogni di rivoluzione, con il mondo d’oggi e l’Italia in rovina. Per un libro, o un film… Ma quasi che la realtà si facesse beffe dei loro progetti, la morte li sorprende. Pippo accorre al capezzale della madre malata, fervente cattolica nonché ex maestra elementare che detestava i comunisti. Mentre Anna, dopo aver pazientemente atteso che il marito Giovanni scontasse i suoi 23 anni di carcere, si ammala a sua volta. Nonostante i loro sforzi, le due donne muoiono a tre giorni l’una dall’altra. Pippo e Giovanni si ritrovano improvvisamente orfani, indifesi, smascherati. Intanto L’Aquila, la città sfigurata dal terremoto e svuotata dei suoi abitanti, la città delle promesse e delle campagne politiche, oggi solitaria e anch’essa orfana, abbandonata, attende che qualcuno, finalmente, la riporti in vita.

ore 19.00 -  La visite, (2015) – 22’
Presentato a Doclisboa, La visite è  un cortometraggio dove protagonista è l’immancabile Bobò, in coppia con il grande attore Michael Lonsdale. Commissionato dalle autorità francesi, il film è un’ulteriore presa di posizione poetica dell’autore nei confronti degli ultimi, degli emarginati dalla società.  Bobò e Michael Lonsdale sono soli nella Reggia di Versailles. Insieme camminano nelle stanze di questo palazzo fantasma del potere.
[sinossi].
Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior. Sulle note di questa strofa di Via del Campo, indimenticabile canzone di De Andrè, con Bobò che raccoglieva fiori, si concludeva lo spettacolo Barboni, che aveva segnato l’inizio del sodalizio artistico tra Delbono e Bobò, sordomuto, quest’ultimo, scoperto dal primo in un laboratorio teatrale realizzato nel manicomio di Aversa. In questo piccolo lavoro, La visite, presentato alla tredicesima edizione del DocLisboa, Pippo Delbono torna a mettere al centro Bobò, a collocarlo letteralmente sul trono, nella Reggia di Versailles. E lo fa accompagnare da un grande e storico attore francese come Michael Lonsdale. L’opera artistica di Delbono è un contenitore di opposti, di elementi tra loro in conflitto dialettico. In questo caso ci sono le varie forme d’arte, teatro, cinema, pittura, scultura. La magnificenza della Reggia, sede della corte di Francia, della nobiltà e dell’aristocrazia, in conflitto con l’ex-homeless Bobò; e poi un’icona del teatro e del cinema come Lonsdale messa a confronto sempre con Bobò. Bobò è il terminale di ogni confronto che si conclude con un’inversione di ruoli. Delbono si muove nelle stanze del palazzo con una macchina da presa meno traballante del solito, rinunciando alla voce off narrativa o a commento che rappresenta la sua cifra stilistica. Esce dal suo tradizionale schema del diario. E con la sua mdp scruta le stanze che furono del sommo potere, i busti aulici di Cartesio e Voltaire. Indugia sui quadri, si muove con lo sguardo al loro interno, nelle scene di guerra che rappresentano. Cattura la luce imponente che filtra dalle finestre in quella che è stata la dimora del Re Sole. Bobò e Lonsdale attraversano lo sfarzo, il tempio, il museo, passano nella Galleria degli Specchi con la stessa carica della corsa al Louvre di Bande à part, mentre Lonsdale dice “Siamo solo plebei”. L’inversione tra Bobò e Lonsdale avviene simbolicamente nel cambio di ruoli di chi è portato sulla sedia a rotelle, prima Bobò poi Lonsdale. E nel finale lungo un viale di alberi meticolosamente potati e pettinati, tutti uguali, omologati, con i due protagonisti che camminano con un bastone, Lonsdale confessa di essere stato anche lui un emarginato, in quanto figlio illegittimo. Sembra inutile far indossare a Bobò la parrucca stile Luigi XIV. È il suo stesso sguardo, la sua fierezza che trapela, la dignità nell’umiltà, a farne il vero nobile di tutto il film.

ore 22.00 – Vangelo, (2016) – 85
Pippo, regista teatrale, si reca in un centro dove i profughi trovano asilo e condivide la loro quotidianità fatta di tempo sospeso tra dolorose memorie e incerto futuro. Poco alla volta i rifugiati si aprono al regista, gli raccontano le loro storie. Qualcuna di queste sarà nel film, altre rimarranno segrete. E alla fine l’idea di mettere in scena il Vangelo prende una sua forma incarnandosi nelle vite di queste persone, inevitabili protagoniste di un tempo nuovo.
[Note di regia]
Con gli occhi feriti sono entrato in un campo di rifugiati. Senza difese, senza idee chiare, senza capire bene perché andavo lì. Certo per fuggire da quel mio mondo del teatro così lontano dal mondo, così morto, per riempire un mio vuoto, per cercare qualcosa di vivo. E ho incontrato delle persone che portavano segni di grandi ferite, di grandi lotte, ma anche segni di grande vita.
Ho trovato qualche cosa in loro che credo c’entri con la verità, la bellezza, l’arte, la fede. E forse con quel Vangelo in cui tanto credeva mia madre.

Casa Masaccio centro per l’ arte contemporanea ospita – dal 13 al 21 maggio 2017 – una retrospettiva dedicata ai precedenti film del regista. Ingresso gratuito (feriali 15-19, festivi 10-12/15-19)

Amore carne, (2011) – 75’ Presentato a Doclisboa, La visite è  un cortometraggio dove protagonista è l’immancabile Bobò, in coppia con il grande attore Michael Lonsdale. Commissionato dalle autorità francesi, il film è un’ulteriore presa di posizione poetica dell’autore nei confronti degli ultimi, degli emarginati dalla società.
Nel corso dei viaggi, la piccola camera o il telefonino di Pippo Delbono catturano momenti unici, incontri ordinari o straordinari.
Nel corso dei viaggi, la piccola camera o il telefonino di Pippo Delbono catturano momenti unici, incontri ordinari o straordinari. Da una camera d’albergo a Parigi ad un’altra a Budapest, i percorsi intrecciano un tessuto del mondo contemporaneo. Insieme a tutti questi testimoni, alcuni famosi, altri no, che dicono o danzano la loro visione dell’universo. A volte la camera agisce di nascosto. A volte riprende gli attimi che precedono una catastrofe – come il terremoto de L’Aquila. Oppure il dopo, come a Birkenau. Gli incontri (con sua madre, gli amici, gli estranei) sono altrettante immagini del mondo di ieri, di oggi, di domani. Un mondo che qualcuno racconta attraverso la musica (come il compositore e violonista Alexander Balanescu) o il gesto (come Marie-Agnès Gillot, danzatrice étoile de l’Opera di Parigi), oppure attraverso le parole (come l’attrice Irène Jacob) o il silenzio (come Bobò, lo storico attore sordomuto di Delbono, o come l’artista Sophie Calle e l’attrice Marisa Berenson). Da un’immagine all’altra, da un testo all’altro, da uno spazio all’altro, la camera ci parla dell’amore. Della poesia. E della carne.
Con ciò che comporta di passione, ombra, dolore, tragedia e umorismo.
« Un viaggio tra un esperienza di morte e un desiderio di vita”. – scrive il regista – Un viaggio che ho fatto portando con me un telefonino e una piccola camera, mezzi leggeri che mi hanno permesso di guardare e di essere guardato. Di usare la camera come un movimento degli occhi.
Gli occhi che guardano camminando, si fermano, rallentano, cercano, sono insicuri, scoprono. C’è la memoria ancora presente di una carne malata ferita ma c’è anche il mio desiderio di trasformare la ferita in una nuova linfa. C’è il desiderio degli altri, il bisogno degli altri, c’è il mio cercare di cogliere con la camera quegli attimi irripetibili, veri. C‘è il desiderio di raccontare attraverso un cinema che non vuole documentare la realtà ma guardarla diventare sogno, poesia. Per cercare quelle linee segrete che uniscono le cose che non capiamo. Per scoprire sceneggiature nascoste, trame nascoste che stanno dietro all’apparente casualità delle cose ».

La paura, (2009) – 66
Presentato in concorso internazionale fuori competizione al 62°Film Festival Locarno.
[Note di regia]
Girato interamente con un telefono cellulare, La paura mostra le immagini catturate «selvaggiamente» dal grande Pippo Delbono, artista italiano conosciuto soprattutto per i suoi lavori teatrali. Le varie sequenze del lungometraggio, caratterizzate dalla sgranatura tipica di queste cineprese in miniatura, danno vita a una graffiante poesia. E così si instaura un dialogo tra la pancia prominente dell’artista e quell’assurdo programma televisivo italiano che parla di obesità infantile e in cui un dottore, anch’egli obeso, invita i bambini a fare attività fisica. Ma questo diario d’immagini non contiene soltanto episodi divertenti; è anche una testimonianza dello stato generale in cui verte la penisola italiana (Roma in particolare) e la sua cultura politica, sempre pronta a stigmatizzare i Rom e gli stranieri. Pippo Delbono infatti scende in campo, recandosi a Milano per assistere al funerale del giovane africano ucciso il 14 settembre 2008 dai proprietari di un negozio, padre e figlio, per aver rubato un pacchetto di biscotti. L’artista registra per non dimenticare. Registra senza pietà questo momento tragico, conseguenza di un momento di razzismo ordinario. Un carabiniere lo avvicina alla fine della cerimonia e gli chiede di non gettare olio sul fuoco. Altri momenti di vergogna: la lettura delle frasi xenofobe e offensive scritte su un muro o l’incredibile numero di persone che vivono per strada. Oscillando tra il serio e il faceto, Pippo Delbono col suo cellulare mette a nudo anche la società dello spettacolo. Come i volti inquadrati in primo piano, così il mondo è rappresentato senza abbellimenti né artifici. Perché la materia prima del film è la verità, la realtà tangibile e dimostrabile, catturata e montata dall’artista, il quale riesce a trasformare in strumento di liberazione quell’oggetto che ognuno di noi ha in tasca.

Grido, (2006) – 75’
[Note di regia] Questo film nasce dalla necessità di raccontare un'esperienza che che mi ha trapassato la vita.Una lavorazione  di due anni per estrarre l'essenza di una storia molto più lunga.Non volevo e non potevo scrivere una sceneggiatura, nè inventare i personaggi.La storia era presente lì, come le persone, vive.E insieme a questo c'è il mio desiderio di cercare nel linguaggio del cinema,la libertà del volo, dell'irreale, del sogno e della poesia.Senza perdere la coscienza della verità.http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/regista-pippo_delbono/sku-12435295/grido_.htm
Questo film nasce dalla necessità di raccontare un'esperienza che mi ha trapassato la vita. Una lavorazione  di due anni per estrarre l'essenza di una storia molto più lunga. Non volevo e non potevo scrivere una sceneggiatura, nè inventare i personaggi. La storia era presente lì, come le persone, vive. E insieme a questo c'è il mio desiderio di cercare nel linguaggio del cinema,la libertà del volo, dell'irreale, del sogno e della poesia. Senza perdere la coscienza della verità.

Guerra, (2003) – 61’
[Note di regia]
Il film nasce dopo la tournée che ho fatto con la mia compagnia teatrale in Israele e Palestina.
Ma non è un documentario, non è il racconto di quel viaggio. A un certo punto ho capito che per ritrovare quel viaggio in un luogo di conflitto dovevo dimenticarlo, dimenticare il conflitto, dimenticare i pensieri sul conflitto, le considerazioni politiche, chi ha torto o ragione, ecc.
E così ho costruito come disegnando su una tela con le immagini che avevo, seguendo frammenti di poesia che parlano di libertà e costrizione, di vittime e di potenti, di gente senza viso, senza nome. Non c'è da parte mia un giudizio. Mi piace guardare con gli occhi di un bambino che aspetta, che non vuole capire ma viene attirato dai volti, dai sorrisi, dalle immagini forti di case distrutte, dalla paura della gente ma anche dal cielo, dalla luce. Ci sono nel mio gruppo persone come Bobò, senza voce, o Gianluca, che con i loro corpi diversi, con le loro diverse logiche mi sembrava che guardassero la guerra con innocenza, senza giudizio. Ecco, mi piaceva pensare che il film fosse un po' la guerra vista con gli occhi di queste persone, che forse proprio per la loro condizione di diversi possono liberamente essere attirati dalle cose brutte, violente, ma anche dalla vita segreta che comunque è nascosta dietro la ferita. Io non voglio capire, prendere posizione, la guerra è un luogo dell'animo umano buio, contorto, spesso è molto difficile definire i buoni e i cattivi, i giusti e gli ingiusti, spesso è più facile con l'occhio della poesia avvicinare una verità più profonda. E comunque sempre è la danza per me, la ricerca della bellezza del gesto, dei tanti gesti umani che si susseguono e che così mi raccontano qualcosa di più segreto, un racconto di potenza e fragilità, distruzione e costruzione, violenza e vita comunque possibile, guerra e pace; qualcosa di illogico, di incomprensibile, ma spesso forse più vero. Come nel teatro ho cercato anche qui qualcosa che non mi staccasse dalla verità, dalla lucidità, una narrazione che non percorresse i sentieri della finzione ma quelli di un racconto poetico.

Blue Sofà, (2009) – 20’IT Realizzato da Pippo Delbono, Lara Fremder e Giuseppe Baresi, Blue Sofa narra la strana routine dei fratelli Baczynski: ogni giorno, tra le 17 e le 20, Dorota, Tadeusz e Mordechaj si siedono su un divano di velluto blu ad aspettare la morte. Da quest’abitudine i tre personaggi traggono l’illusoria certezza che per il resto della giornata non potrà accadere loro nulla di mortale. Ma Leopold, il quarto fratello, da sempre escluso da questo rituale, li spia in attesa che il divano si liberi…
Realizzato da Pippo Delbono, Lara Fremder e Giuseppe Baresi, Blue Sofa narra la strana routine dei fratelli Baczynski: ogni giorno, tra le 17 e le 20, Dorota, Tadeusz e Mordechaj si siedono su un divano di velluto blu ad aspettare la morte. Da quest’abitudine i tre personaggi traggono l’illusoria certezza che per il resto della giornata non potrà accadere loro nulla di mortale. Ma Leopold, il quarto fratello, da sempre escluso da questo rituale, li spia in attesa che il divano si liberi.

Ingresso gratuito | Orari: feriali 15-19, festivi 10-12 / 15-19
Casa Masaccio Centro per l'Arte Contemporanea
Corso Italia 83, 52027 – San Giovanni Valdarno
Tel. 055 9126283
casamasaccio@comunesgv.it